Chiedo a Brettia…
La Calabria da scoprire

7 castelli da visitare in Calabria tra mare e storia

Ci sono mattine in cui il Castello Aragonese di Le Castella sembra galleggiare. La bruma sul mare copre la striscia di sabbia che lo collega alla costa, e la torre cilindrica resta in bilico tra il cielo e l’acqua. È il tipo di immagine che convince molti a mettere in lista i castelli da visitare in Calabria, prima ancora di aver letto una riga di storia.

La regione ne conta decine, lasciati da bizantini, normanni, svevi, angioini e aragonesi. Alcuni sono stati restaurati e accolgono mostre, altri vivono di rievocazioni storiche, altri ancora si affacciano sul mare e basta. Quelli raccolti qui sono sette, scelti per conservazione, accessibilità e valore identitario.

Quali sono i castelli da visitare in Calabria?

I castelli da visitare in Calabria più rappresentativi sono sette: l’Aragonese di Le Castella, il Ruffo di Scilla, il Normanno di Santa Severina, il Ducale di Corigliano, l’Aragonese di Reggio Calabria, il Murat di Pizzo e il Normanno-Svevo di Cosenza. Coprono tutte e cinque le province, dominano la costa tirrenica e quella ionica, e hanno biglietti d’ingresso contenuti, compresi tra 2 e 6 euro.

Castello Aragonese di Le Castella, il più fotografato

Sull’isolotto che chiude a est il golfo di Squillace, nell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, la fortezza di Le Castella è forse l’immagine più riconoscibile tra i castelli calabresi. Il nucleo originario è angioino, risalente al XIII secolo, mentre la massiccia torre cilindrica e i bastioni sperone quadrangolari sono cinquecenteschi, realizzati dal conte Andrea Carafa tra il 1510 e il 1526.

Chi arriva da Isola di Capo Rizzuto lo vede comparire poco prima dell’abitato, dopo una curva: è il motivo per cui tante auto rallentano in quel punto. Il castello è gestito dalla Direzione Regionale dei Musei della Calabria. Per orari, giorni di chiusura (generalmente martedì) e prezzi aggiornati conviene consultare il sito del Polo Museale della Calabria o chiamare lo 0962 795160 prima della visita.

Castello Ruffo di Scilla, a strapiombo sullo Stretto

Il Castello di Scilla (RC). Foto di Cesare Barillà via Wikimedia

A 20 chilometri da Reggio Calabria, il Castello Ruffo di Scilla sorge sullo spuntone roccioso che separa le due spiagge del borgo. Le sue radici sono antichissime — qui c’era una fortificazione già in epoca magnogreca — ma l’aspetto attuale è il risultato degli interventi dei Ruffo, la nobile famiglia calabrese che ne divenne proprietaria nel Cinquecento e il cui stemma è ancora visibile al portone d’ingresso. Sulla sommità, dall’Ottocento, c’è un faro tuttora in funzione gestito dalla Marina Militare.

Il biglietto ordinario è di 2 euro, con ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni, per gli over 70 e per i disabili con accompagnatore. Gli orari variano stagionalmente: in genere apre tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 19, ma si consiglia di verificare preventivamente al numero 0965 704422. Le sale interne sono spesso vuote, quello che rende la visita memorabile è la vista a 360 gradi sullo Stretto e sulle coste siciliane.

Castello di Santa Severina, la nave di pietra del Marchesato

Nel cuore del Marchesato di Crotone, il Castello di Santa Severina è uno dei manieri meglio conservati del Sud Italia. L’impianto è normanno, attribuito a Roberto il Guiscardo nell’XI secolo, con successivi interventi bizantini, svevi e cinquecenteschi voluti dal conte Andrea Carafa. Si estende su circa 10.000 metri quadrati, con un mastio quadrato, quattro torri cilindriche scarpate agli angoli e una cinta muraria bastionata.

All’interno si visitano la necropoli bizantina con i suoi scheletri in situ, le sale nobiliari decorate a stucchi e affreschi barocchi, il museo archeologico e una sezione dedicata agli artisti lirici calabresi. Il paese, incluso tra I Borghi più Belli d’Italia, sembra una nave di pietra appoggiata sulla rupe: quando ci si affaccia dai bastioni, si distingue lo Ionio in lontananza. Per la visita vanno messi in conto almeno 90 minuti.

Castello Ducale di Corigliano Calabro, il maniero che sembra una reggia

Il Castello di Corigliano, foto di Paolo Musacchio via Wikimedia

Nell’alto Ionio cosentino, dentro il Comune di Corigliano-Rossano , il Castello Ducale di Corigliano è tra i più sorprendenti dell’intero Meridione. Origine normanna, fondato da Roberto il Guiscardo nel 1073 per controllare la valle del Crati, fu trasformato nei secoli successivi dai Sanseverino e dai Saluzzo in una residenza nobiliare con sale affrescate, letti a baldacchino, cappella privata, terrazze panoramiche e cucine ottocentesche in ghisa ancora visitabili.

Proprio queste ultime raccontano quanto la vita dentro la fortezza fosse cambiata: nel XIX secolo ci si preoccupava più di cene e ricevimenti che di attacchi saraceni. Dichiarato Monumento Nazionale nel 1927, oggi è un museo comunale aperto al pubblico con biglietto ordinario di circa 6 euro. Sono disponibili visite guidate con personale specializzato; per gli orari aggiornati conviene consultare il sito del Ministero della Cultura.

Castello Aragonese di Reggio Calabria, la fortezza sopravvissuta ai terremoti

Nel centro storico di Reggio, tra via Aschenez e via Possidonea, il Castello Aragonese è la principale fortificazione della città. Noto con questo nome per gli interventi aragonesi del Quattrocento, in realtà la sua storia documentata risale al 536, in piena epoca bizantina. Passò ai normanni nel 1059, poi agli angioini e infine agli aragonesi, che nel 1450 aggiunsero le due grandi torri merlate e il fossato.

Nel 1908 il terremoto che devastò Reggio e Messina ne distrusse buona parte: oggi restano le due torri circolari merlate, alcune sale restaurate e l’atmosfera di un luogo che ha resistito a tutto. Il biglietto intero costa 2 euro, ridotto 1 per i residenti, gratuito per chi ha meno di 6 anni o più di 70. Gli orari tipici sono lunedì-venerdì 8.30-13 e 14.30-19, sabato pomeriggio e domenica mattina con orario ridotto: meglio verificare sul sito del Comune di Reggio Calabria.

Castello Murat di Pizzo Calabro, dove finì il sogno napoleonico

Il Castello Murat di Pizzo Calabro. Foto di Giuliano Guido Via Wikimedia

Pizzo Calabro è nota per il tartufo gelato, ma il suo castello aragonese, costruito nel XV secolo per volere di Ferdinando I d’Aragona, è legato a una storia che ha fatto il giro d’Europa. Qui, nel 1815, fu fucilato Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone, dopo l’estremo tentativo di riconquistare il Regno. La leggenda vuole che davanti al plotone abbia detto: “Mirate al petto, non al viso”.

Il castello ospita oggi il Museo Murattiano, allestito con manichini in costume e ricostruzioni delle ultime ore del sovrano. Ogni quattro anni l’Associazione Culturale “Gioacchino Murat” mette in scena la rievocazione storica dello sbarco, della cattura e della fucilazione. Dai bastioni, nelle giornate limpide, si vede lo Stromboli fumare all’orizzonte — un dettaglio che lascia senza parole la prima volta che capita.

Castello Normanno-Svevo di Cosenza, sulla collina di Pancrazio

A chiudere i sette castelli da visitare in Calabria, la fortezza che domina Cosenza dal colle Pancrazio. Originariamente saraceno e poi normanno, fu profondamente trasformato da Federico II di Svevia, che ne fece una delle sue residenze preferite nel Mezzogiorno. La torre ottagonale, rara in Calabria, è la traccia più riconoscibile dell’intervento svevo.

Chiuso per anni per restauro, è tornato visitabile negli ultimi anni con mostre temporanee, concerti e rappresentazioni teatrali. Il panorama dalla terrazza comprende la confluenza tra Busento e Crati, dove la leggenda vuole sia sepolto Alarico, re dei Visigoti, con il suo tesoro. Per visite ed eventi aggiornati, il sito del Comune di Cosenza è il riferimento più affidabile.

Quando visitare i castelli della Calabria

La primavera e l’autunno sono le stagioni ideali per un itinerario tra castelli calabresi: temperature miti, meno turisti, luce fotografica migliore. D’estate, molti orari si estendono fino a sera, ma la visita diventa più faticosa — specialmente a Le Castella, dove il castello è esposto al sole senza ombra.

Diversi comuni organizzano rievocazioni storiche e aperture straordinarie serali nei mesi estivi. Vale la pena controllare i calendari locali: una visita al borgo di Santa Severina durante la Festa Medievale è un’esperienza diversa dal giro turistico di un mercoledì mattina di aprile.

La foto di copertina è di Salvatore Tonnara su Unsplash

Domande Frequenti

Quali sono i castelli più belli da visitare in Calabria?

I più noti e meglio conservati sono il Castello Aragonese di Le Castella, il Castello Ruffo di Scilla, il Castello di Santa Severina, il Castello Ducale di Corigliano Calabro, il Castello Aragonese di Reggio Calabria, il Castello Murat di Pizzo Calabro e il Castello Normanno-Svevo di Cosenza. Coprono tutte le province calabresi.

Quanto costa visitare i castelli in Calabria?

I biglietti dei castelli calabresi sono generalmente contenuti. Il Castello Ruffo di Scilla costa 2 euro, il Castello Aragonese di Reggio Calabria 2 euro, il Castello Ducale di Corigliano circa 6 euro. Le Castella ha ingresso tramite la Direzione Regionale Musei. Sono previste gratuità per minori di 6 anni, over 70 e disabili.

Qual è il castello più fotogenico della Calabria?

Il Castello Aragonese di Le Castella, nel comune di Isola di Capo Rizzuto, è probabilmente il più fotografato. La sua posizione su un isolotto collegato alla terraferma da una sottile striscia di sabbia, all’interno dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, lo rende particolarmente suggestivo al tramonto e nelle giornate di mare calmo.

Si può fare un itinerario dei castelli calabresi in pochi giorni?

Sì, ma la Calabria è lunga e i castelli sono distribuiti tra costa tirrenica, costa ionica ed entroterra. Un itinerario di 4-5 giorni consente di visitare 4-5 castelli senza correre. Conviene dividerlo per aree: nord ionico (Corigliano, Santa Severina, Le Castella), centro e sud (Pizzo, Scilla, Reggio, Cosenza).

I castelli della Calabria non sono solo pietre antiche. Sono punti di vista sul mare e sull’entroterra, tracce di un passato in cui questa regione è stata contesa, amata e attraversata da chi veniva da ogni parte del Mediterraneo. Visitarli significa ricucire quella storia a un panorama che oggi si gode con un biglietto da pochi euro.

Pulsante per tornare all'inizio